Nature Esposte: Anatomie Culturali
un progetto di ricerca artistica e antropologica di Luana Camerlengo
Il corpo non è un fatto isolato, ma un processo di apprendimento condiviso.
Vulve e peni bodycasting.
In questo progetto, l’atto del bodycasting non è una semplice tecnica di riproduzione, ma un rito partecipativo. Come antropologa e artista, non mi limito a ricalcare la forma, ma mi pongo in ascolto di una storia. Il calco diventa lo spazio di una conoscenza reciproca: io apprendo insieme a chi sceglie di esporsi e, insieme, indaghiamo cosa significhi abitare quella pelle.
Nature Esposte è il risultato di questa vicinanza. Ogni “Natura” è un frammento di verità che, emergendo dal calco, si riprende il suo spazio, spogliata dal segreto o dalla vergogna, solo dopo un dialogo, un’intesa, un riconoscimento. Ciò che si espone non è solo materia e forma, ma è la stratificazione dei significati che la società ha impresso su queste. È la materia che si fa testimone di un incontro umano prima che estetico.
In queste forme, la vulva e il pene diventano, nascendo dalla relazione, Anatomie Culturali: geografie uniche che raccontano storie di identità, di educazione, di censure e di riscatti. Non sono solo organi estratti dal silenzio, ma il frutto di una ricerca collettiva che mette in discussione i confini tra osservatore e osservato. Esporre significa qui disarmare lo sguardo di chi osserva, trasformando l’atto di guardare in un esercizio di consapevolezza: non stiamo guardando solo un organo; stiamo guardando il confine dove la natura incontra la cultura. Ogni forma è un interrogativo aperto sulla nostra identità sociale, costruito con cura, mano nella mano, tra chi forgia e chi si offre alla memoria della materia.
“Ogni calco è il diario di una conversazione. Non creo la forma; accolgo la vita che essa contiene, insieme a voi.”
Sinceramente,